CONNECTION_ERROR gruppi acquisto solidali | L'opinione di Albino

La radice delle crisi odierne, sia economiche che ambientali, risiede nell’eccessiva accumulazione di ricchezze nelle mani di pochi. Le risorse, controllate da pochi individui, sono usate per il puro profitto e le persone comuni diventano macchine per produrre consumando le ricchezze della terra.

La nostra sopravvivenza e la nostra felicità dipenderanno dalla capacità di riacquistare il controllo sulle risorse della Terra, dalla capacità di costruire un’economia nuova, basata sulle necessità reali delle persone.

Un’economia naturale, che non produca sprechi di risorse, che utilizzi e riutilizzi senza sperperare.

Un’economia umana, basata sul consumo razionale e non sul profitto, dove si produce quello che serve realmente alle persone invece che produrre quello che fa arricchire pochi folli assetati di potere.

Un’economia attiva e vitale, lontana dalle speculazioni finanziarie, dove è importante quello che si costruisce e non il denaro in se.

Un’economia dove il valore esistenziale degli esseri valga più del loro valore utilitario.

Per costruire questa economia la strada è quella dell’economia solidale e decentrata, dove chi consuma è amico di chi produce, dove i piccoli produttori lavorano per i gruppi di consumatori.

Gruppi d’acquisto, autocostruzione, produzione di beni essenziali a basso impatto ambientale, produzione di energia in piccola scala, uso oculato delle risorse idriche sono alcuni degli ingredienti necessari per costruire questa nuova economia.

La guerra dell’energia si vince producendo energia in piccola scala, il potere d’acquisto si recupera comprando direttamente dal produttore e costruendo da se quello che si può.

Ma l’ingrediente fondamentale per costruire la nuova economia è l’amore genuino per gli esseri umani, la generosità, il sacrificio per il bene degli altri.

Senza questo ingrediente la guerra contro lo sfruttamento e l’avidità è già persa in partenza. La vittoria sarà nostra solo se sapremo donare il nostro tempo e il nostro lavoro per lo sviluppo completo della società umana: fisico, mentale e spirituale.

Se avessimo i mezzi mediatici per farci conoscere…
Se avessimo il sostegno di persone conosciute…
Se avessimo dei leader capaci e popolari…
Se avessimo milioni di euro da spendere…
Se mio nonno avesse le ruote… sarebbe una carriola.

Limitiamoci a quello che possiamo effettivamente fare.

Cominciamo a costruire la democrazia economica dal basso, con il poco tempo e i pochi mezzi che abbiamo a disposizione.
Se servono leader, tutti noi potenzialmente possiamo esserlo, secondo le capacità, a livello comunale, provinciale, regionale o nazionale.
Cosa possiamo fare per costruire la Democrazia Economica?
Per esempio costruire dei gruppi che la sostengono nella vostra città, organizzare riunioni e conferenze alle quali invitare qualcuno di noi che ha approfondito l’argomento, costruire cooperative di produzione e gruppi d’acquisto che si sostengano fra di loro, sostenere i piccoli produttori che hanno le nostre stesse idee comprando da loro…

Insomma la Democrazia Economica non può essere imposta con un’azione politica dall’alto verso il basso. Dobbiamo creare una rete per condividere il potere economico, per controllare il potere economico, una rete alla quale possiamo partecipare per decidere dell’economia che ci appartiene.
Ci vuole molto tempo, ma non possiamo aspettarci che qualcuno ci passi il suo potere economico solo perché lo chiediamo o perché facciamo manifestazioni di massa.
Organizziamoci fra noi, creiamo l’indipendenza economica delle nostre famiglie e la solidarietà fra di noi.
In poche parole, fino a quando non ci riappropriamo del nostro potere economico, costruendone la condivisione, ogni azione politica sarà soltanto un palliativo.

Per questo motivo a Treviso stiamo lavorando da più di un anno alla crescita del nostro gruppo d’acquisto solidale.
Attualmente abbiamo 32 famiglie che acquistano insieme e il gruppo è in crescita.
Questo mese stiamo effettuando acquisti per 2.165 euro, con un risparmio reale per le famiglie di almeno il 30%.
Con i nostri 2.165 euro compriamo merce che costerebbe almeno 2.900 euro. Questo è un modo reale per aumentare il potere d’acquisto delle persone.

Queste persone forse non sono interessate alla politica, ma sicuramente sono interessate agli effetti pratici della Democrazia Economica.

Quando molte persone ci conosceranno e sosterranno per iniziative simili, non necessariamente uguali, per iniziative di Democrazia Economica applicata, il potere sarà un potere reale e distribuito.
Dobbiamo fare una cosa che gli altri non fanno, costruire dal basso, tutti insieme.

Naturalmente sono interessato a qualunque proposta che parta dal basso e ci aiuti a costruire. Come abbiamo scritto più volte, l’idea è di dare spazio alle proposte concrete per costruire, piuttosto che alle proteste.

Certo, le proteste possono servire per avere visibilità, e per questo sono importanti, ma se poi non abbiamo una struttura alternativa da sostituire al sistema capitalistico, cosa possiamo farcene dell’eventuale potere mediatico che otteniamo?

Il servizio disinteressato verso gli altri, la costruzione di un’economia alternativa utilizzando le potenzialità inutilizzate delle persone e dei materiali più poveri, può essere la nostra ricchezza e potenza, costruendo dal basso verso l’alto possiamo assicurarci che questo potere sia realmente distribuito.

Sono a disposizione per approfondire questi argomenti, se mi invitate posso venire da voi durante i fine settimana (io o qualcuno di quelli che hanno approfondito l’argomento), per parlare con il gruppo di amici che riuscirete a coinvolgere.