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4º Congresso Nazionale MDE

 

Movimento per la Democrazia Economica

18-19 e 20 aprile 2008 – Verona

Il Movimento per la Democrazia Economica ti invita a partecipare al congresso nazionale. Il congresso servirà a porre le basi per un più proficuo lavoro in questo periodo di rivolgimenti socio-economico-culturali:

– unire gli sforzi delle forze progressiste presenti nella società italiana. -dirigere la società dal ristagno verso il dinamismo sociale ed economico, attra-verso un risveglio culturale e pratico, per ridurre il periodo di sofferenza collettiva.

– pianificare Insieme potremo realizzare degli obiettivi di Democrazia Economica, Partecipativa, Energetica, Culturale nel territorio, attraverso il nostro impegno sociale e politico.

Democrazia Energetica e Democrazia Economica
(Con la partecipazione di Maurizio Pallante il 19 aprile alle 17:30)

La radice delle crisi odierne, sia economiche che am-bientali, risiede nell’eccessiva accumulazione di ricchezze nelle mani di poche persone.

Le risorse, controllate da pochi individui, sono usate per il puro profitto e le persone comuni sono divenute consumatori delle ricchezze della terra.

L’economia si e’ trasformata in finanza, dove si cerca il puro profitto da denaro, senza produzione di beni.

I due filoni economici tradizionali si dimostrano incapaci di risolvere i nuovi problemi sorti da questi cambiamenti .

Il sistema comunista e l’economia di stato sono morti da tempo, mentre l’economia capitalista rivela la sua incapacità a risolvere i problemi.

Servono nuove idee per una nuova economia basata su nuovi principi, che restituisca dignità e diritti a tutti gli esseri umani.

Un’economia umana, basata sul consumo razionale e profitto razionale che non arricchisce pochi folli assetati di potere.

Un’economia dove il valore esistenziale degli esseri viventi valga più del loro valore utilitario.
Quindi economia solidale e decentrata, gruppi d’acquisto, autocostruzione, produzione di beni essenziali a basso impatto ambientale, produzione di energia su piccola scala, uso oculato delle risorse idriche sono alcuni degli ingredienti necessari per costruire questa nuova
microeconomia.

La guerra dell’energia si vince producendo energia in piccola scala, il potere d’acquisto si recupera comprando direttamente dal produttore e costruendo da sè quello che si può.

Ma l’ingrediente fondamentale per costruire la nuova economia è la generosità, il sacrificio, l’interesse genuino per il benessere e lo sviluppo fisico, mentale e spirituale di tutti. Senza questo ingrediente la guerra contro lo sfruttamento e l’avidità è già persa in partenza.

Luogo del Congresso:
Comunità degli Stimmatini,
Via Sezano, 28 – Loc. Sezano37034 Verona (VR) –
Telefono 045550012 – fax 045550811

Modulo Adesione Congresso
Volantino Completo quarto congresso MDE
Locandina quarto congresso MDE
Volantino 3 per pagina quarto congresso MDE

Tutti noi siamo quotidianamente infastiditi da una quantità sempre più grande di messaggi molesti, uno di questi è la crescita del PIL.

Secondo la nostra classe dirigente, e secondo i giornalisti che la servono, il Prodotto Interno Lordo dovrebbe crescere all’infinito, e questo causerebbe il benessere collettivo.

In effetti a me del PIL importa ben poco. Per noi Proutisti i parametri fondamentali dell’economia sono due: la circolazione della moneta e il potere d’acquisto della classe meno abbiente.

Un parametro aggregato come il PIL, che indica il valore complessivo dei beni e servizi finali prodotti all’interno di un Paese, non ci dice nulla sulla qualità della vita delle persone, non ci dice nulla sulla capacità delle persone di godere dei beni stessi, non ci indica come questi beni sono stati usati.

Per capirsi, se io produco frutta e poi la distruggo per mantenere alto il prezzo, questo fa alzare il PIL perché è comunque un bene prodotto e anche per il lavoro necessario a distruggere la frutta.

Ovviamente le persone povere che mangerebbero volentieri quella frutta distrutta non ne hanno alcun vantaggio. E’ una cosa senza alcun senso.

Ovviamente il PIL è sempre misurato su oggetti materiali o servizi vendibili. Come tutti sanno la quantità di risorse del nostro pianeta è limitata. Come può una produzione basata su oggetti limitati crescere all’infinito? Qualcuno dovrebbe spiegarmelo.

Ogni fenomeno naturale ha un andamento sinusoidale. Ci sono momenti di crescita, momenti di decrescita e pause nel cambio di andamento fra i periodi di crescita e quelli di decrescita. Tutto ciò che è naturale funziona così: noi inspiriamo, abbiamo un momento di pausa, espiriamo, abbiamo un momento di pausa e così via ciclicamente. Il nostro cuore pompa sistalticamente, esattamente come il ritmo delle stagioni e tanti altri fenomeni che se pensate un poco verranno in mente anche a voi.

Tutto è pulsativo, tutto tranne il PIL. Questo dovrebbe crescere all’infinito, come se volessimo inspirare gonfiando i polmoni fino a scoppiare.

Inoltre i teorici del “PIL Enlargement” non fanno nessuna indagine per sapere come la produzione possa migliorare la vita della classe meno abbiente, nè tengono conto di come la ricchezza sia distribuita.

Che cosa volete che importi la crescita del PIL?

Sebbene la mia spinta interiore sia morale, non voglio parlare di princìpi morali quando dico di sostenere le classi più povere. Sebbene io sia convinto che questo mondo materiale sia l’eredità comune del nostro Padre Cosmico, non voglio addurre princìpi di uguaglianza e giustizia quando parlo di sostenere le classi meno abbienti.

Faccio solo un discorso economico elementare: i più poveri sono quelli che spendono una percentuale più alta dei loro guadagni, perché il bisogno li spinge a spendere tutto quello che hanno per la loro sopravvivenza. I più poveri sono quelli che realmente sostengono tutto l’edificio dell’economia.

Sostenere la ridistribuzione delle ricchezze è solo un princìpio di sopravvivenza della nostra società, come sostenere la decrescita dei consumi.

Non possiamo continuare a far crescere i consumi per aumentare il PIL e fare contenti i fanfaroni della crescita infinita.

Le risorse materiali sono limitate, dobbiamo imparare a farne un uso ottimale, dobbiamo imparare a fare la massima utlizzazione delle risorse, affinché nulla vada perduto. Dobbiamo imparare ad usare tutte le potenzialità per ottenere il massimo vantaggio collettivo.

Risparmio energetico, decrescita degli sprechi, uso ottimale delle risorse, scambio e condivisione, sostegno sociale delle classi più svantaggiate: gli ingredienti sono questi. Dobbiamo riuscirci. Non diminuire i nostri consumi, non fare una distribuzione razionale delle risorse è un suicidio collettivo.

Amo troppo la vita per permetterlo.